La terapia chetogenica (o “cheto”) non è una dieta ma un protocollo nutrizionale terapeutico con solide basi scientifiche, utilizzato principalmente per indurre uno stato di chetosi nutrizionale, in cui l’organismo, riducendo drasticamente l’apporto di carboidrati (<50 g/die), inizia a utilizzare i corpi chetonici prodotti dal fegato come principale fonte di energia al posto del glucosio.
Non è una “dieta che fa dimagrire velocemente”
Negli ultimi anni, la chetogenica è stata spesso travisata come una moda dimagrante, presentata sui social e nei media come la soluzione definitiva per perdere peso in poco tempo. È vero che questo protocollo porta a una rapida perdita iniziale di peso, ma gran parte di essa è legata alla deplezione delle scorte di glicogeno e acqua, non alla riduzione del grasso corporeo. Inoltre, senza un’adeguata gestione, il rischio di recuperare rapidamente il peso perso (effetto yo-yo) è elevato.
Usi medici e scientifici
Nata negli anni ’20 per il trattamento dell’epilessia farmaco-resistente, la terapia chetogenica è oggi impiegata anche in:
Patologie neurologiche (Alzheimer, Parkinson, SLA) per il suo effetto neuroprotettivo.
Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e insulino-resistenza, per migliorare la sensibilità insulinica.
Diabete di tipo 2 (in casi selezionati e con monitoraggio medico).
Alcuni tipi di cancro, come coadiuvante in protocolli sperimentali.
Obesità patologica in protocolli specifici e supervisionati (es. VLCKD – Very Low-Calorie Ketogenic Diet).
Chi NON deve seguirla
Nonostante il crescente entusiasmo mediatico, la terapia chetogenica non è adatta a tutti. In particolare, alcune categorie di obesi non dovrebbero seguirla, tra cui:
Obesi con insufficienza epatica o renale → La chetogenesi sovraccarica fegato e reni.
Obesi con disturbi del comportamento alimentare (DCA) → Rischio di innescare restrizioni pericolose.
Obesi con patologie cardiovascolari avanzate → Potenziali alterazioni lipidiche e rischio metabolico.
Obesi in gravidanza o allattamento → Stato nutrizionale incompatibile con le esigenze materno-fetali.
Perché non deve essere improvvisata
La chetosi è uno stato metabolico delicato, non una semplice strategia dimagrante fai-da-te. Errori nella sua applicazione possono portare a scompensi elettrolitici, carenze nutrizionali, ipoglicemia o stress renale. Per questo, la terapia chetogenica deve essere prescritta e monitorata da un nutrizionista, con valutazioni periodiche e una gestione personalizzata.
