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Dieta del rientro per iniziare con il giusto ritmo!

Ci siamo quasi: Settembre è alle porte. Siamo tutti pronti a sederci alla scrivania e a pubblicare, alla prima occasione utile, quanti giorni mancano al Natale. Tutti soffriamo di sindrome da rientro e ripartire in questa fine 2020 (manca poco, stringiamo i denti) sarà dura, e psicologicamente frustrante: i livelli di stress non si sono normalizzati e per moltissimi di noi non c’è stato modo di ricaricarsi a dovere.

Quando il corpo e, soprattutto, la mente non riescono a ricaricarsi delle giuste energie, anche riprendere i normali ritmi può risultare faticoso. Lo stress che il nostro cervello registra ha come effetti lampanti stati di sonnolenza, deconcentrazione, irritabilità, energie basse e umore dimesso…

Inoltre, complice la voglia di godersi finalmente tutti i vantaggi dei risultati raggiunti grazie alla dieta e alla palestra durante l’inverno e la primavera, si tende a lasciarsi andare a qualche libertà in più anche a tavola… cosa che, nella maggior parte dei casi, implica irrimediabilmente il mettere su qualche chilo: nuovo motivo di frustrazione che si unisce allo stato d’animo già rassegnato di chi deve tornare a Settembre alla vita quotidiana.

L’alimentazione rappresenta quindi un alleato fondamentale per donare la giusta energia e consentire di ritrovare concentrazione e forze, soprattutto mentali. Bisogna però rispettare alcune regole e qualche piccolo limite per evitare di strafare e trasformare il piccolo sgarro compensativo in una serie di sgarri che si protrarranno fino a due, tre settimane, minando completamente il lavoro svolto prima delle vacanze e allontanandoci completamente dalla corretta alimentazione.

Anche se questo scenario può apparire catastrofico, in realtà è molto più comune di quanto sembri ma c’è, come sempre, un rimedio che viene dalla tavola. Mangiando cibi energizzanti e limitando gli zuccheri, senza imposizioni eccessive e lasciandosi qualche “premio per buona condotta”, si aiuteranno le zone del cervello come il lobo frontale (deputato alle azioni psichiche superiori come l’elaborazione dei pensieri e delle idee) e quello parietale (implicato in alcuni aspetti del mantenimento della memoria e delle capacità matematiche) a funzionare in modo più preciso, guadagnandone in concentrazione ed energia.

Uno dei consigli per evitare l’apocalisse alimentare è quello di rimettersi subito in corsa e iniziare subito a farsi redigere un nuovo piano alimentare, idoneo al proprio attuale stato fisiologico, per garantirsi un ritorno sul lavoro a pieno ritmo con particolare attenzione al proprio microbiota intestinale: vero motore del corretto funzionamento del nostro corpo.

In attesa di prenotare la visita dal proprio Nutrizionista, è bene seguire piccole regole che dovrebbero rappresentare le fondamenta della propria educazione alimentare:

  • Bere: reidratare l’organismo bevendo almeno un litro e mezzo/due di acqua al giorno per stimolare il metabolismo, eliminare le scorie e favorire l’attività cellulare. Le bevande oltre all’acqua sono: infuso di the verde (non le bibite confezionate ricche in zuccheri semplici e fruttosio, sì, invece, quelle dolcificate con la stevia); spremuta di pompelmo anche rosa, dal sapore più delicato (non come succo di frutta che si trova in commercio);
  • Mangiare verdura e frutta di stagione: meglio se crudi per preservare i principi nutritivi: vitamine e antiossidanti, risultano più facili da consumare in quanto faccia ancora caldo e favoriscono l’eliminazione dei liquidi in eccesso.
  • Preferire i cereali integrali: più ricchi in fibre che aiutano la motilità intestinale e ottimo “cibo” per la flora batterica buona che popola l’intestino, permettendo il dimagrimento. Banditi i prodotti da forno con farine di tipo “00”.
  • Limitare al minimo il consumo sale e zucchero: zuccheri semplici (saccarosio il comune zucchero bianco o il “falso” zucchero di canna, sciroppi di glucosio, fruttosio), preferite il miele non pastorizzato; il sale non più di un cucchiaino da cucina.
  • Muoversi: fare attività fisica. Passeggiate di circa 30/45 minuti al giorno a passo svelto, o corsa se siete allenati. Oppure iscrivetevi in palestra svolgendo esercizi che vi permettono di mantenere e fortificare la muscolatura, almeno tre volte alla settimana. Il tutto senza esagerare.
  • Limitare l’uso di sostanze nervine: caffè e the. Sono consigliabili tre caffè al giorno meglio se amari e anche freddi. Hanno attività termogenica e stimolano il sistema nervoso, endocrino e cardiovascolare.
  • Evitare l’alcool: i superalcolici oltre ad essere calorici, disidratano e sono dannosi per l’organismo.
  • Evitare il fumo: … o per lo meno diminuirlo
  • Evitare le diete drastiche, “il fai da te” e saltare i pasti: rispettare la giusta distribuzione nella giornata, colazione, pranzo e cena. A questi si può aggiungere uno spuntino a metà mattinata e uno durante il pomeriggio.
  • NON ripescare dal cassetto vecchie diete: potrebbero non essere idonee all’attuale fabbisogno fisiologico personale… inutile sottolineare di farsi dare diete da parenti/amici/cugini! Optate piuttosto per il numero di cellulare del nutrizionista che li ha seguiti e che ha insegnato loro a mangiare bene.

Se una dieta personalizzata può aiutare a ritrovare rapidamente l’equilibrio e dare una marcia in più nel riprendere i propri ritmi quotidiani, una riflessione può essere comunque utile. Nel momento in cui, infatti, si aspetta con spasmodica insofferenza il proprio periodo di ferie, quando si avverte come impellente il bisogno di staccare la spina e si vive un disagio profondo all’idea di tornare a lavorare o riprendere la propria vita, vuol dire che esiste un sintomo di un malessere ben più profondo rispetto alla semplice stanchezza accumulata nel tempo.

Può essere utile capire se davvero la vita che si conduce rappresenta ciò che si vuole e se ci si rende conto che non è così, attuare una serie di strategie che ci consentano di vivere meglio. Per esempio? Dedicare tempo ed energie ad un hobby o un progetto che ci riguarda, in modo da concentrarsi su se stessi; praticare attività sportive che ci piacciono e sono consone alle nostre abitudini, per esempio se ci annoiamo in palestra perché ci sentiamo oppressi negli ambienti chiusi, iscriviamoci a un corso di tennis, equitazione o golf o qualsiasi attività che preveda di stare all’aria aperta. A volte anche piccoli cambiamenti possono rendere piacevole la nostra routine, in questo modo almeno ci si prepara gradualmente a cambiamenti più consistenti che aiuteranno a trovare un vero e stabile equilibrio interiore.

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