Nell’ultimo periodo si sta parlando sempre più spesso di kombucha, bevanda fermentata dal sapore leggermente agrodolce con una punta di frizzantino, è viene descritta come una bevanda miracolosa, capace di dare al corpo benefici straordinari, ed è recentemente balzata alle cronache scientifiche per la scoperta di nuove proprietà: ovvero la presenza di lieviti benefici per la salute del microbiota intestinale. Tale contenuto emerge ed è stato descritto per la prima volta in uno studio (“Storage time and temperature affect microbial dynamics of yeasts and acetic acid bacteria in a kombucha beverage”) di ricercatrici italiane, del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, pubblicato sulla rivista International Journal of Food Microbiologyinsomma, nonostante questo elisir sia ancora poco conosciuto in occidente.
COS’È IL KOMBUCHA E QUALI SONO LE SUE PROPRIETÀ
Il kombucha è una bevanda a base di Tè nero o verde fermentato, zuccherato di base con l’aggiunta di piante aromatiche come substrato (erba cedrina, malva, rosa canina e menta solo per citare alcuni ingredienti) che alla fine del processo risulta essere un poco frizzante (come una birra, diciamo).
Alla base della fermentazione c’è un elemento che viene chiamato scoby. Cos’è lo scoby? Si tratta di una sostanza che potrebbe avere le sembianze di un fungo ma in realtà si compone di un insieme di batteri e lieviti.
Sì, lo scoby è l’acronimo di Symbiotic Colony Of Bacteria And Yeast, cioè una colonia simbiotica di batteri e lieviti, una coltura. Non credere che sia una cosa disgustosa, questa colonia è fatta di batteri e lieviti buoni che fanno bene all’organismo umano.
A proposito di salute, questa bevanda è stata proprio di recente al centro di uno studio pubblicato su Frontiers in Nutrition, a cura del professor Dan Merenstein, della Georgetown University School of Medicine di Washington DC.
In tale studio si è dimostrato che il tè kombucha ha abbassato i livelli medi di glucosio nel sangue in soggetti con diabete. Questo è molto promettente per la ricerca di una terapia adatta a curare la patologia metabolica. Ad ogni modo i benefici del kombucha sono anche altri. Oltre ad essere una bevanda molto energetica è una risorsa enorme di probiotici e antiossidanti come i polifenoli. Nonché di amminoacidi ed enzimi che favoriscono la digestione.
Inoltre essendo generata da lieviti e batteri buoni (Gluconacetobacter, Acetobacter, Lactobacillus, Zygosaccharomyces) il kombucha è a sua volta una fonte di batteri che aiutano a ripristinare la flora intestinale favorendone il riequilibrio, e poi è ricco di vitamina B e vitamina C.
La relazione con il microbiota
Non sono microrganismi qualunque: molti dei lieviti isolati nel Kombucha sono produttori di esopolisaccaridi, molecole che svolgono funzioni importanti a livello intestinale, dunque potenzialmente capaci di migliorare la salute del microbiota. In totale i lieviti potenzialmente benefici, isolati con il sequenziamento del DNA, sarebbero 58 e proprio questo aspetto sarà al centro di ulteriori studi che intendono valutare la capacità di questi lieviti di sopravvivere nel tratto gastro-intestinale, con effetti probiotici sul microbiota intestinale.
Insomma il kombucha ha tutte le carte in regola per candidarsi a essere l’elisir di lunga vita. Non solo la sua azione probiotica migliora l’equilibrio intestinale ma ha anche effetti positivi sul sistema immunitario e sul metabolismo, favorendo un abbassamento della glicemia. In più svolge azione antinfiammatoria in quanto alcalinizzante, antiossidante contro radicali liberi, antibatterica, anti colesterolo LDL, aiuta a controllare la fame e accelera il metabolismo.
Valore aggiunto del Kombucha: è una bevanda fermentata totalmente vegetale, pertanto adatta anche al consumo in diete vegane o da parte di soggetti intolleranti al lattosio, come alternativa al consumo di latticini fermentati, quali yogurt, kefir o altro.


