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Mangiare a Londra? Impresa per veri eroi!

Dicembre 2016/Gennaio 2017

Londra, città dalle mille sfaccettature, nel freddo dei mesi invernali diventa ancora più bella e suggestiva: Westminster Abbey, il Big ben, il Royal Palace e il Tamigi… senza dimenticare la National Gallery, l’Albert Hall e i parchi… una città che detta da sempre i suoi canoni nella musica con la M maiuscola con i Beatles, i Led Zeppelin, gli Oasis, i Placebo (giusto per citare qualcuno), nella letteratura con Coleridge, Keats, Joyce… la Rowling (e il suo maghetto); nel teatro con Shakespeare e Lloyd Webber e nel cinema drammatico e comico con i suoi attori/registi.

Insomma una cultura colonizzante, una organizzazione senza pari e una capacità di marketing (nei negozi vendono addirittura gli adesivi del logo della metropolitana) e comunicazione da prendere come esempio, ma…

Ma… non sa mangiare!

L’alimentazione a Londra è sbilanciata, grassa, senza una vera impronta. La loro logica non è quella di nutrirsi bene, ma mangiare perché bisogna farlo. La frenesia, il modo rigoroso di lavorare, non permette loro di dedicare sufficiente tempo ad una sana e bilanciata alimentazione favorendo una forte proliferazione di fast food e take away alla americana.

Nonostante sembri che la loro forma fisica sia invidiabile, c’è da dire che esiste una grande differenziazione sociale che consente solo al londinese benestante di permettersi una cucina più ricercata, fuori dai comuni standard alimentari e comunque coadiuvata da una probabile frequenza altissima di attività fisica.

Londra Big Ben Sono stato a Londra in viaggio di piacere, e nonostante il mio lavoro di nutrizionista, non sono stato in grado di nutrirmi a dovere, o meglio, non mi è stato possibile farlo: a parte gli orari improponibili dei pasti (colazione fino alle 12:00, il the alle 17:00 e cena alle 19:00) bisogna camminare con diversi pounds in tasca per garantirsi un soddisfacente pasto all’italiana; ma anche se non si desidera mangiare alla propria maniera, è comunque proibitivo nutrirsi tutte le sere in locali pubblici: in una loro catena di “simil-paninoteca” è possibile trovare panini decenti con Hamburger di qualità mediocre accompagnati da una pinta di Birra al “solo” costo di 20 pounds a persona (circa 25 euro).

Per evitare di aprire un piccolo mutuo solo per mangiare decentemente, consiglio – se andate a Londra – di cercare come appoggio un mini appartamento dotato di cucina e organizzarsi per fare la spesa nei supermercati presenti in numero esorbitante in ogni quartiere: Tesco la fa da padrone, con prezzi davvero eccezionali (quasi migliori dei nostri migliori market), ma una piccola consultazione su web renderà sicuramente la vita un po’ meno complicata, soprattutto per chi vi si trasferisce per lavoro e non intende rinunciare alle proprie sane abitudini.

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